Storia dell’agricoltura biologica

I contadini svizzeri hanno avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’agricoltura biologica. Poco dopo l’elaborazione dei fondamenti teorici della produzione biodinamica da parte del dottor Rudolf Steiner (1924), diverse aziende in Svizzera hanno adottato i suoi metodi e li hanno adeguati alle condizioni climatiche e strutturali in Svizzera. Negli anni quaranta del secolo scorso il dottor Hans Müller ha sviluppato la coltivazione biologica, ha insegnato ai contadini l’importanza di un suolo fertile e ha ancorato il pensiero della gestione sostenibile con cicli chiusi nella produzione vegetale. Nel 1974 è stato istituito da rappresentanti lungimiranti dei due metodi di coltivazione l’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica (FiBL) che ha cercato di consolidare scientificamente  le osservazioni fatte dai pionieri dell’agricoltura biologica.

La nascita della moderna agricoltura biologica coicide con la fondazione dell’Associazione delle organizzazioni svizzere per l’agricoltura biologica (Bio Suisse). Questa associazione mantello comprende oggi più di 30 organizzazioni contadine associate e l’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica.

Le prime direttive comuni per la produzione sono state approvate nel 1981 e contemporaneamente è stato creato il marchio protetto per la produzione biologica controllata, la Gemma. Oggi la Gemma è un marchio ambito con un’alta credibilità presso i consumatori.

Dal 1981 la Gemma garantisce

  • produzione bio nell’intera azienda (cicli chiusi) e biodiversità naturale nell’azienda bio
  • piacere, gusto, genuinità
  • allevamento e foraggiamento degli animali da reddito particolarmente rispettosi della specie
  • rinucia all’impiego di tecnologia genetica
  • rinuncia a trattamenti chimici di sintesi e a concimi chimici
  • rinuncia a additivi superflui come aromi e coloranti
  • trasformazione delicata delle derrate alimentari
  • controlli regolari indipendenti della produzione e della trasformazione